mercoledì 27 febbraio 2008

E' VIETATO GRATTARSI LE PALLE?

Ciao Mondo,
quando pensi che nulla ti può più stupire in questo paese delle banane, ecco scappar fuori la Corte di Cassazione con un sentenza RIDICOLA.
Ebbene, un operaio, si è visto rifilare una multa di 200 euro (quindi, diciamo, un quinto dello stipendio) più altri mille da mettere nella cassa ammende (quindi uno stipendio) per essersi…TOCCATO I COJONI in un gesto scaramantico.

Secondo questi giudici “il palpeggiamento dei genitali alla presenza di terze persone è manifestazione di mancanza di costumanza e di educazione in quel complesso concetto di regole comportamentali etico-sociali".

Ora, questi sono i giudici che LAVORANO MEZZA GIORNATA, che vogliono fare, oltre al giudice, ALMENO un altro lavoro (del resto come si fa a campà con soli 10.000 euro al mese?) e poi se ne escono con queste ASSURDITA’.
Perché ritengo assurdo tutto ciò? Allora, poniamo che vi pruda la testa, che fate? La grattate giusto? Allora perché se mi prudono i cojoni non posso grattarmi? Che ci siano nel corpo umano organi di serie B e di serie A? Eppure sapevo che tutti gli organi sono importanti per la nostra vita.
Ma, senza analizzare il caso del “prurito”, mi dicano, se sbaglio, i signori giudici: “ma in questa nazione, nella costituzione, non c’è forse scritto che ognuno è libero di professare il proprio credo? E che nessuno possa mai contestarlo?

Che centra dite voi? Semplice, allora, vediamo cosa sono le “religioni”.
Una religione altri non è che un complesso di regole volte a raggiungere obbiettivi metafisici, nel particolare, il benessere spirituale di coloro che la praticano attraverso il continuo ripetersi di gesti e rituali.
Ora ditemi voi che differenza passa tra uno che CREDE che toccandosi i cojoni passano tutti i guai e chi CREDE che pregando ogni notte vedrà realizzati i propri desideri? Oppure che differenza c’è tra uno che prega su un tappeto in una certa direzione e chi si butta il sale dietro la schiena? Oppure che differenza passa tra uno che si porta una croce al collo per scacciare il male e chi usa come portachiavi un corno per scacciare la sfiga?

Per me tra queste uomini NON ESISTE ALCUNA DIFFERENZA, ognuno di loro ritiene di migliorare la propria sorte SEGUENDO alcune forme “rituali” che li rendono più sereni e tranquilli.
Pertanto ritengo che la corte con questa sentenza ABBIA CALPESTATO il diritto (costituzionalmente garantito) di poter praticare IL PROPRIO CREDO RELIGIOSO!

Ricordatevi che la SCARAMANZIA è una forma RELIGIOSA, anzi le prime religioni NASCEVANO proprio dalla scaramanzia, infatti, se ci fate caso, si dice CREDERE nella scaramanzia…ed il CREDERE a qualcosa di immateriale è il primo passo che un credente, di qualsiasi religione, deve fare per diventare servo di cristo, piuttosto che di maometto ecc. ecc.
Quindi, se sei in ascolto mio caro e fregato operai, senti che devi fare, fai ricorso alla CORTE EUROPEA DEI DIRITTI UMANI, ponendo come limitativo della tua libertà di espressione religiosa la sentenza di questi incapaci e matti giudici, stai tranquillo che la vinci…non ci credi? Contattami che ti difendo volentieri a gratis.

Per finire, miei cari giudici che POCO sapete del diritto, accusate l'operaio di non aver seguito "il costume sociale dell'educazione"...guindi se domani non saluto uno mi condannate? SE non stringo la mano ad uno mi condannate? SE rutto in pubblico mi condannate? Eppure sapevo che si doveva essere condannati IN VIRTU' di leggi e cari miei TROVATEMI una legge che sancisca CHE TUTTI dobbiamo sottostare al bon tom (con le ralative sanzioni ovviamente)

Per la cronaca, fino ad oggi non credevo nella scaramanzia, ma da oggi state certi CHE MI GRATTERO’ CON TENACIA I COJONI IN PUBBLICO.

MEDITATE GENTE, MEDITATE che qui ci stanno TUTTI prendendo per il culo!!!

2 commenti:

Anonimo ha detto...

Che idiozia...multato x essersi grattato le palle...un operaio...ladri di merda

Marco Bastianello ha detto...

L' articolo di legge c'è..ed è anche penale! Il fatto è che è formulato (volutamente e necessariamente) in modo vago e adattabile, per cui c'è chi sostiene che ci siano gli estremi e chi no. Si tratta di "atti osceni in luogo pubblico" e/o del suo affine "atti contrari alla pubblica decnza". Cosa sia osceno o indecoroso/indecente varia da istante ad istante, da società a società, da luogo a luogo, per cui limiti precisi non ne esistono. Da qui le interpretazioni che si basano eccessivamente sulla sensibilità personale del giudice (che magari è uno schizzinoso come in questo caso) fino al paradosso.
Art. Cod. Pen. 527 e
Condivido comunque il tuo giudizio sul singolo caso!