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venerdì 30 maggio 2014

VITA DA SCRIBA 2...L'ATTESA!?!

Per la serie VITA DA SCRIBA oggi ci occuperemo di analizzare gli ultimi due mesi del progetto "Panta Rei". Nello specifico carpiremo il succo delle prime settimane di lavorazione di un manoscritto. Senza perdere tempo direi di iniziare dalla più importante attività che il Kikko svolge in questo processo ovvero... l'ozio cum dignitate...poca!
Un elegantissimo "ozio" fatto di giornate da pendolare al lavoro per terminare in lavori da casa quali: mettere a posto il garage, smontare una stanza per poi riverniciarla, fare la spesa, vivere ecc. senza ombra alcuna di scrittura.
Niente, neanche il tempo per un post.
Per fortuna che ci sono altri all'opera altrimenti ora il progetto si sarebbe arenato come il Titanic.
Quanto è diventato difficile vivere in questa società.

E più rifletto sul perché il Kikko sia passato da pomeriggi divertenti ad uggiosi, più mi convinco che sia solo colpa del Lavoro.
Maledetto male necessario che non sei altro, il primo maggio è troppo poco, per la sfiga che abbiamo di dover faticare come muli ci dovremmo prendere una meritata settimana l'anno. Anzi, almeno una fottutissima settimana di festa l'anno.

Comunque la mia apatia allo scrivere, cosa assai rara per un poro scriba, oltre a fattori che possiamo definire di "vita", è anche un'inattività forzata. Ora lo scriba non deve far nulla se non aspettare che l'editor faccia il suo dovere. Solo allora sarò chiamato ad operare, questo non lo sapevo lo ammetto, come candidamente confesso di non sapere nulla del processo in questione.

Questa non è la vita di uno scriba qualunque, uno che magari si può anche definire un futuro "scrittore", neanche quella di un dignitoso scriba ricolmo di fervida immaginazione, per farla breve non è la vita da scriba che nessuno sano di mente vorrebbe fare, per questa è l'ennesima Kikka di Kikko, un altro tentativo per provare a fare altro, a tentare un salto,provare nuove strade tanto per vedere dove possano condurci.

Pertanto continua la vita da scriba del Kikko nell'attesa fino a che non suonerà il gong per la chiamata alle armi, solo allora scoprirò i prossimi stadi del progetto.
Come sempre, il Kikko viaggia a vele spiegate alla cazzo di cane nel mare di merda che la gente definisce "società moderna"

Buona navigazione gente!


giovedì 3 aprile 2014

VITA DA SCRIBA

Caro Mondo,
inizia oggi una grande novità per questo blog...c'è un progetto.
Ovviamente spero non sia un proclama alla renzusconi.
Panta Rei potrebbe vedere la luce a breve.
Tutto perché nel medio stat virtus. Semplice no?

Giusto, non è semplice manco per niente,
sono partito dalla fine, quindi per cominciare
facciamo un passo indietro ed analizziamo cosa si può fare oggi,
in italia, per pubblicare un manoscritto.
Ovviamente ci si può rivolgere a dei piccoli editori,
e lo sapete perché sono considerati piccoli rispetto ai "grandi"?
Perché hanno meno capitale di base o accesso a poco credito, per non dire
pochissimo. In poche parole: hanno poco grano.

Quindi il piccolo deve chiedere un aiuto,
detto "contributo", per accedere ad una pubblicazione a bassa tiratura,
bassi costi e basso prezzo, rispetto ad un "grande".
Insomma, come in ogni cosa della vita ti devi fare le ossa,
niente di più e nulla di meno, peccato che a farne le spese
sono sempre le tasche dei meni abbienti.
Come volevasi dimostrare: il Mondo dell'Editoria è uguale al resto del Mondo,
un'altro specchio della nostra civiltà consumistica.
Per fare soldi devi avere la grana, amici miei è dura ma è così... la vita è una merda,
ricordiamocelo.

Altro modo se non si hanno i soldi è quello del self-publishing.
Questo è un ottimo sistema dal punto di vista economico,
il lato negativo dovrebbe spaventare non poco chi non si intenda di:
"editing", impaginazione, correzione, grafica, promozione et ecc.
Quindi capite bene in che situazione vive il Kikko.
Senza i soldi per un piccolo editore che ti aiuta in tutto quello che ignori (cioè tutto) dell'editoria,
e di conseguenza, sono anche sprovvisto delle minime conoscenze per fare una sola delle mansioni necessarie alla pubblicazione di un racconto auto-prodotto.

Praticamente ero sotto scacco, con soli pochi pedoni in difesa del mio re,
che non si sentiva tanto bene, tra l'altro.
Per fortuna la provvidenza (il fato, il caos o chissà cos'altro) mi ha trovato la soluzione.
Sotto forma di amici ecco la terza via, il medio stat virtus, che significa nel caso specifico,
affidarsi ad una società che offre servizi di editoria ad editori e privati.
Con un costo molto contenuto rispetto al piccolo editore, e di poco superiore al puro
self-publishing, ho intrapreso così la mia via per la pubblicazione.
Con degli amici e tanta voglia di divertirsi.

Come andrà?

Il bello è proprio questo, nessuno lo può sapere...tranne...

la rubrica estemporanea:
VITA DA SCRIBA
che si occuperà di documentare, come pura Kikka di Kikko,
tutta la stramba "vita editoriale" di un "manoscritto" "scritto" dal Kikko.

RIMANETE SINTONIZZATI...LE ROTATIVE SARANNO ACCESE!







sabato 1 marzo 2014

DOPO AVER SCRITTO UN RACCONTO

Caro Mondo,
tanto per cambiare direi di cominciare con una citazione:
 “meglio scrivere per se stessi e non avere pubblico
che scrivere per il pubblico e non avere se stessi”, 
come disse lo scrittore Cyril Connolly.

Anche se sembra un po' la volpe che desiste innanzi all'ardua uva,
ritengo nel profondo che il Connolly abbia ragione.
Si scrive per noi stessi.
Perché ci piace, perché ci aiuta, perché non possiamo farne a meno.
Lo spirito giusto per scrivere dev'essere sempre e solo il doverlo fare tanto per fare.
Per passare il tempo, ammazzare la realtà con l'immaginazione o chissà che altro.
Forse solo perché ne siamo in grado.
O più semplicemente ognuno ha il suo perché.

Conoscere se stessi.
Alla fin fine non si scappa mai dalla saggezza greca.

Pertanto, anche dopo aver scritto un racconto, per adesso non pubblicato,
mi sembra giusto continuare e non desistere per un semplice fatto:
non posso farne a meno.
Infatti, mi sono messo a scrivere un altro racconto.
Per certi versi è il seguito di Panta Rei (tanto per dimostrare che sbagliando 
non si impara) ma al tempo stesso è differente.
Tempi, modi, personaggi sono quasi totalmente diversi.
Non nasce da motivazioni logiche come:" proviamo a cambiare tutto per
vedere se adesso ci pubblicano!"
No, in realtà i tempi, come sempre, sono dettati dalla mitica tecnica alla cazzo di cane.
Secondo tale disciplina, che il Kikko stesso creò anni fa, 
bisogna sempre scrivere come viene viene su ciò che viene,
lasciandosi trasportare dalla sola immaginazione
Pertanto, avendomi il nuovo racconto ispirato un certo "ritmo", sono obbligato a proseguire nella stasera in un certo modo. Come fosse la colonna sonora su cui devo costruire le scene.
Sono sicuro che nessun vero scrittore riconosca la tecnica alla cazzo di cane come metodo di scrittura, tuttavia, essendo uno scriba, non ho bisogno di farmi tante pippe mentali sul conteggio di sillabe o di parole per pagina.
Per mia immensa fortuna sono uno scriba e per questo scrivo!

Quindi: dopo aver scritto un libro" bisogna continuare,
con il secondo, il terzo e così via".
Anche se tutta la fatica viene ripagata da un solo lettore,
bisogna scrivere perché se si è scriba, punto e basta!
(per sapere cosa intendo con "scriba" leggete il precedente post sui libri).

Scriviamo per andare avanti nella vita, 

una parola per volta alla ricerca del verso giusto
che dia un senso al tutto.

Fatti non foste a viver come bruti...


Buona lettura e scrittura a voi tutti!

mercoledì 26 febbraio 2014

DOPO AVER SCRITTO UN LIBRO CHE SI FA!?!

Penso dopo qualche mese (mi riferisco al post "DOPO AVER SCRITTO UN LIBRO CHE SI FA?)
di dover aggiornare la mia "avventura" da post scrittura.

Come dicevo allora (novembre 2012) senza un libro di "sicuro successo"
sono ancora qua con il manoscritto in mano.
Non che non mi sia dato da fare.
Panta Rei è stato inviato ad un concorso per "giovani scrittori"
come ad una casa editrice locale.
Ovviamente perché, sapendo di non essere Eco, penso sia giusto e corretto
partire dal basso.Non esiste albero che non sia cresciuto da un seme.
Ed io, essendo un Kikko, penso di avere qualche possibilità
per far crescere almeno un girasole!

Adesso, con due anni alle spalle dalla scrittura digitale della storia,
mi rendo conto che forse non ero pronto,
forse non è il momento o, più semplicemente, forse da questo Kikko
non nascerà mai un libro da poter riporre nella biblioteca.
Forse non sarò mai pronto per essere un buono scrittore
perché non è nelle mie corde o nel mio destino.

Lo accetto tranquillamente...col cazzo!
Nel senso che, stì cazzi se non sarò mai pubblicato,
stì cazzi se non verrò mai letto da nessuno,
stì cazzi se rimarrò per sempre un insieme di bit persi nella rete.
Stì cazzi del blog!
Perchè?

Perchè ho poche certezze nella vita, ed una di queste è che scriverò sempre.
Perchè sempre leggerò e sempre proverò a scrivere per una semplice ragione:

IL MIO DILETTO.

Che sia poi giusto o corretto,
di merda o di successo,
non mi sfiora neanche l'intelletto,
poiché scrivo per mio sol diletto!

Tutta qua.
Cosa si fa dopo aver scritto un libro?
Chiedetelo ad uno scrittore,
io sono un semplice scriba,
poiché come gli egiziani antichi scrivo sotto dettatura di un padrone,
Il mio si chiama IMMAGINAZIONE!

Buona lettura e buona scrittura
per tutti Voi uomini di buona volontà!




domenica 18 novembre 2012

DOPO AVER SCRITTO UN LIBRO CHE SI FA?

Ci siamo,
dopo diversi mesi sono riuscito a finire di scrivere il mio racconto.
Finalmente è digitalmente scritto, corretto ed impaginato.
Non avrei mai detto che ci volesse tanto tempo e fatica nello scrivere una storia.
E' stata dura, ne sarà valsa la pena?
Solo i poster possono dare l'ardua sentenza ( per i berlusconiani ignoranti sappiate che anche una PRIMA SENTENZA è definitiva per definizione poiché i gradi successivi sono FACOLTATIVI, chiaro deficienti?).

Come si procede dopo aver scritto un "libro"?
A questa domanda spero che un vero scrittore mi sappia rispondere al più presto,
comunque io, vista la mia inesperienza e le mie limitate facoltà mentali-gestionali,
nel mentre che scopro il giusto (o dovrei dire di successo?) modo mi stampo una copia per me.
Per il mio diletto. Del resto è solo per il mio divertimento che scrivo qui, lì, su carta, sui muri o in un taccuino.
Pertanto, se mi garberà, potrei farne qualche copia per amici et parenti (pure per i serpenti va),
che con la vicinanza del Natale potrebbe anche essere considerato un bel regalo originale.

Comunque sono anche in attesa di una risposta da parte di uno che sa come si scrive.
Sono pronto ad ogni suo commento sul mio operato.
Anzi sono più pronto ad una critica distruttiva che ad una favorevole.
E poi?
Che si combina con un testo scritto che si vuol lanciare nel Mondo
per vedere poi l'effetto che fa?
Si manda ad una casa editrice?
Ad un sito online che stampa e pubblica pure in ebook?

Maremma maiala quando è grande anche il mondo delle pubblicazioni,
in più sono oltremodo sfortunato, il testo non parla di sesso, non si intitola
"scusami se ti trombo", non parla di vampiri checche che non bevono neanche il sangue (che succhiasangue siano non l'ho ancora capito), non parla di bambini maghi che devono salvare il mondo ne è una storia d'amore "struggente" tra una troia ed un ricco imprenditore (calmi berlusconiani di merda, non mi riferivo al vostro padrone ma a pretty woman. Coda di paglia vero?).

Insomma, non tratta nessun tema da "best seller" (che vuol dire: più venduto), è una semplice storia di fantascienza, un genere che in italia conosce solo una nicchia per quanto riguarda la cultura stampata perchè nei botteghini sbanca, ma si sa, siamo la nazione che non legge (appena un libro di media all'anno. Sing! Sing!).

Quindi, mi son domandato, cosa ci fa un Kikko con un "libro" non di successo da lui scritto?
Si mette a dar via il culo per poterlo pubblicare?
Se lo farebbe stampare anche dalla merdadori del cavaliere che più di tutti disprezza?
Sarebbe disposto anche a presentarlo da Vespa? (peggio ancora: a Verissimo?)

Suvvia, siamo seri, tali pensieri sono durati un nanosecondo (no, non è un modo ingegnoso per offendere il Vostro silvio, è una misurazione temporale), MAI ET POI MAI venderei la mia morale per i quindici minuti di successo pronosticati dal Warhol.
Preferisco dare fuoco alla versione cartacea, distruggere il computer che contiene i file, lobotomizzarmi per essere sicuro di non poterlo mai più riscrivere, pur di essere sicuro di non farci fare i soldi alle persone sbagliate. Certo, molti potrebbero dire che attraverso le sue aziende si arriva a tanti, che alla fine se lui è il peggio non è che gli altri siano migliori, che uno nel lavoro deve essere pronto a scendere a compromessi.

Bene signori, non sarò mai così. Non sono pronto a prostituirmi per soldi, ancor meno sono disposto a stuprare la mia anima da disonesti aguzzini.
Nossignore, meglio l'onesto oblio dell'anonimato che una ricca fama in grado di sporcare la propria etica.

E' anche così che si combatte civilmente contro i distruttori della nostra nazione.
Non si scende MAI a compromessi con i delinquenti,
"con loro non ci prendo neanche un caffè" amava dire il giudice Borsellino.

Comunque la ricerca di una persona (o società) onesta per la pubblicazione
sarà seguita dalle kikke metro per metro, del resto solo faticando ogni centimetro si arriva in meta.

Buona LOTTA gente.



mercoledì 6 ottobre 2010

L'IRREVERSIBILITA' DELL'UOVO SODO



TITOLO: L'irreverisbilità dell'uovo sodo
AUTORE: Dario Pontuale
PREZZO: 14 Euro
EDITORE: Gruppo Albatros Il Filo


Ciao Mondo,
oggi ho il piacere di recensire un libro molto particolare per due ragioni.
La prima è costituita dal fatto che è un'opera scritta da un amico,
mentre la seconda è data dal fatto che non è un libro consono alla mia lettura.
Queste sono premesse importanti, non tanto per il legame che mi lega con l'autore,
quanto per il genere romanzesco che normalmente non digerisco bene.
Invece, con mio sommo stupore, me lo sono divorato spaparanzato su una sdraio assetato di ogni sua riga manco fosse un capolavoro di Asimov ed il perchè è molto semplice, è scritto benissimo.

La sintassi, così come i vocaboli utilizzati (uno su tutti neghittoso), dimostrano una cura ed una maestria della penna difficilmente riscontrabili nei testi moderni, rivelandosi per questo un fottutissimo trip per tutti gli amanti dell'italico idioma.
E' assai raro trovare una tale perizia in giro oggigiorno ed ancor più raro in un giovane trentenne.

La storia parla di un viaggio che uno sgangherato detective deve compiere sotto commissione non solo per aiutare il proprio cliente ma, sopratutto, per salvare l'agenzia che non naviga in acque tranquille, anzi fà acqua da tutte le parti dal punto di vista economico-produttivo.

Oltre al modus scrivendi la parte del leone la fanno i personaggi,
tutti particolari, tutti ben studiati e mai banali (i fratelli "banditi" sono davvero mitici).

Devo dire che mi sono stupito molto nello scoprirmi piacevolmente incantato dalle dinamiche di un romanzo, io grande lettore di fantascenza e filosofia inchiodato da un detective di serie Z, ennesima dimostrazione che nella vita non bisogna mai fermarsi troppo su niente poichè si rischia sempre di perdere troppo.

Grazie mille Dario per questo regalo,
grazie per averci fatto vedere che anche un giovane può stupire e convincere senza scrivere dei soliti amori adolescenziali alla twilight.
Qui non ci sono maghi o lupi allupati di ragazzine anoressiche ma solo fantasia scritta con cuore e cervello.

Kikka degna di citazione sono le frasi che campeggiano ad inizio di ogni capitolo,
aforismi espressi da vari autori (letterari e non) che meglio di una foto immortalano il contenuto della lettura, davvero una prelibatezza che mostra una voglia di sperimentare che troppo spesso manca nelle nostre librerie.

Grazie Dario e BUONA LETTURA GENTE!




P.S.
Se vi state chiedendo cosa significhi il titolo del libro allora dovrete comprarlo e leggerlo così lo scoprirete...EH EH EH come sono maligno:)

lunedì 15 dicembre 2008

E' PIOVUTO O HA PIOVUTO?

Ciao Mondo...quanto tempo!
Ne è passato del tempo dall'ultima volta,
di cose ne sono successe tante nella terra
e nella vita di tutti, troppe per poterle raccontare con
metodi tradizionali, per queste situazioni solo la mitica
tecnica alla cazzo di cane può fare quacosa.

Come risolvere un rebus degno dell'Accademia della Crusca.
Non stò scherzando, è veramente un argomento affrontato anche da loro,
pensare che sia uscito una sera davanti ad aperativo ci rende certi
del POTERE del vino!

Ebbene la domanda era:
"si dice è piovuto o ha piovuto?"
La spiegazione più semplice e capibile dalla mia mente è riportata di seguito, per dovizia di cronaca, vi informo che la tesi è stata presa da un articolo del Corriere della Sera che affrontava la nostra stessa domanda, inoltre vi devo informare che il contenuto è altamente intellettuale e potrebbe nuocere a coloro che usano i libri solo per livellare i mobili, ma adesso concentratevi e non indugiate sulla sua lettura:
Per i verbi intransitivi manca una regola precisa, alcuni hanno l'ausiliare "essere" ("sono venuto") altri "avere" ("ho corso"). Molta incertezza danno proprio questi verbi intransitivi e impersonali meteorologici. In realtà sono corrette entrambe le forme, sia quella con il verbo "avere", sia quella con il verbo "essere". Ad essere pedanti si potrebbe fare una piccola distinzione: consiglierei di adottare "essere" per indicare un'azione momentanea o comunque breve o non specificata nella sua durata ("ieri finalmente è piovuto"), e invece di usare "avere" quando si indica un'azione prolungata: "ieri ha piovuto per quattro ore".

Risolto l'arcano, potremmo riflettere sull'utilità o meno di queste informazioni,
per fortuna grazie al semplice fatto che la risposta sia "tutte e due i modi" ci possiamo rendere conto che in definitiva la soluzione era la più accomodante di tutte...tipico dell'umanità odierna, per i greci antichi ci sarebbe stato un solo modo o niet!

Già, i greci antichi, loro si che avevano due cojoni sotto l'essere, anche quelli di oggi mica scherzano in caparbietà e risolutezza.
E' buffo ammirare la lotta di questi che sono gli ultimi, di quelli che lanciano le scarpe in faccia all'uomo più potente al mondo.
Che ridere, ma quanto è buffa la vita?
Un putiferio stà succedendo perchè un poveretto lancia la sua scarpa contro lo stupido creatore della stupida guerra in cui avrà perso casa e famiglia, ritengo sia da stupidi stupirsi-arrabbiarsi-indignarsi per quello che succede ora, DOBBIAMO INCAZZARCI E BASTA!

Questi sono tempi sempre più freddi, sempre più piovosi...

Non sarà che per caso abbiamo un GOVERNO LADRO?

RESISTE GENTE, RESISTETE!

domenica 6 aprile 2008

QUATTRO PASSI CON I FILOSOFI


Ciao Mondo,
oggi ti voglio parlare del libro scritto da Ludwig Giesz dal titolo “Quattro passi con i filosofi”.
Il nome dell’opera è spiegato dallo stesso autore in seconda copertina: “Quattro passi con i filosofi, perché accanto alla mia attività d’insegnamento e alla sua consueta “direzione di marcia”, vagabondando, per così dire, con il pensiero e indugiando in breve chiacchiere filosofiche con gli spiriti illustri della storia del pensiero, mi sono imbattuto in alcune personalità molto originali.”

È un libro che consiglio a tutti. Non è un saggio di filosofia “scolastico” destinato ai cultori della materia, è tutto l’opposto, in realtà è stato fatto per tutti quelli che desiderano avvicinarsi alla filosofia senza doversi imbattere in un linguaggio tecnico che sviluppa argomentazioni troppo difficili per un neofila.

Nello specifico il libro si occupa di alcune tematiche basilari della filosofia e che possiamo trovare anche in qualsiasi discussione da “bar” o tra amici del resto: la felicità, la virtù, la religione e l’amicizia non sono forse argomenti di interesse per molte persone?
Per Ludwig Giesz lo sono di sicuro, per questo sviluppa attraverso l’opera una disamina di tali argomenti, e lo fa attraverso il pensiero di dodici grandi pensatori della filosofia.
Così il lettore si ritrova ad ascoltare Epicureo, Seneca e Boezio come a seguire i ragionamenti di Erasmo da Rotterdam, Bacone e Nietzsche o a riflettere sui fini ragionamenti di Kierkegeard e Pascal.
E così, alla fine di questa “passeggiata informale”, ci rendiamo conto di essere stati instradati al ragionamento filosofico…e non è poco per un libro così!

Ritengo “quattro passi con i filosofi” un libro ben fatto, assai utile per tutti coloro che desiderano “allenare” la propria cultura filosofica, inoltre, lo consiglio caldamente a quelli che vogliono conoscere “la somma scienza dell’intelletto umano” perché è sicuramente uno “dei primi libri” che un novizio deve leggere.

LEGGETE E COGITATE GENTE….COGITATE!!!